MyShot: quando un gioco nato tra amici diventa un punto di riferimento per la fotografia subacquea
Ci sono progetti che nascono con un business plan, un budget, una strategia precisa e obiettivi misurabili.
E poi ci sono progetti che nascono da una passione.
MyShot appartiene alla seconda categoria.
Quando nel 2005, con ScubaPortal, abbiamo pensato di creare un concorso dedicato alla fotografia subacquea, non immaginavamo certo che, più di vent’anni dopo, sarebbe diventato uno degli appuntamenti più riconosciuti in Italia per chi ama raccontare il mare attraverso immagini e video.
All’inizio era soprattutto un gioco. Un modo per coinvolgere amici, fotografi, subacquei, appassionati. Un’occasione per condividere quello che vedevamo sott’acqua: colori, incontri, emozioni, paesaggi sommersi che spesso restano invisibili a chi non si immerge.
Non volevamo creare una gara esasperata, dominata dalla tecnica o dalla competizione. Volevamo creare uno spazio in cui ogni immagine potesse raccontare qualcosa: la bellezza del mare, certo, ma anche la sua fragilità.
Perché chi va sott’acqua lo sa bene: il mare non è solo spettacolo. È vita, equilibrio, sorpresa, ma anche ferite, plastica, reti abbandonate, ambienti che cambiano e specie sempre più esposte alla pressione dell’uomo.
Negli anni MyShot è cresciuto insieme alla comunità subacquea. Sono cambiate le macchine fotografiche, sono arrivate le action cam, gli smartphone, i nuovi linguaggi video. È cambiato il modo di condividere le immagini, dai forum ai social, dai siti specializzati alle piattaforme globali.
Ma lo spirito è rimasto lo stesso: usare la fotografia subacquea per raccontare il mare.
Oggi MyShot ha superato i 5.000 partecipanti tra fotografi, videomaker, professionisti e appassionati. Ha raccolto immagini provenienti da mari lontani e acque vicine, da grandi scenari sommersi e piccoli dettagli macro, da incontri emozionanti e denunce ambientali.
Ed è diventato, anno dopo anno, un riferimento.
Non perché lo abbiamo deciso noi, ma perché la comunità lo ha riconosciuto come tale. Perché chi partecipa a MyShot non manda semplicemente una foto: condivide uno sguardo, un’esperienza, un frammento del proprio rapporto con il mare.
MyShot è stato premiato per molti anni per “Per il prestigio, le capacità organizzative, il livello qualitativo
e il contributo dato alla diffusione della fotografia e delle attività subacquee“

Negli anni MyShot è cresciuto anche grazie al supporto di molti sponsor che hanno creduto nel progetto e ci hanno permesso di organizzare eventi di chiusura bellissimi, in sedi prestigiose come il Castello Visconteo, il Teatro Nazionale, il MUMAC e altri luoghi capaci di dare valore al racconto della fotografia subacquea.
Quegli eventi sono stati momenti importanti della storia di MyShot: occasioni in cui fotografi, aziende, appassionati e amici del mare si sono incontrati non solo per premiare le immagini più belle, ma per celebrare una passione comune.
Oggi il contesto è cambiato: ottenere supporto dai brand è sempre più difficile e le sponsorizzazioni vengono valutate con grande attenzione. Proprio per questo ci piacerebbe aprire una nuova fase, costruendo partnership più strutturate con main sponsor interessati non solo a sostenere MyShot, ma ad amplificarne la visibilità e a condividere un progetto credibile, longevo e riconosciuto, capace di unire fotografia, mare, sostenibilità e cultura subacquea.
Per me, vedere oggi MyShot attenzionato da media locali, blog di settore e testate importanti è una grandissima soddisfazione personale.
MyShot al TG5 – 27.06.2026
MyShot a L’Arca di Noè
Quando un progetto nato quasi per gioco arriva a essere raccontato anche da realtà come TG5 e Corriere, significa che quel messaggio è uscito dalla nicchia. Significa che la fotografia subacquea non parla solo ai subacquei, ma può interessare un pubblico più ampio. Può diventare cultura, sensibilizzazione, racconto ambientale.
E questa, forse, è la cosa più bella.
Perché MyShot non è mai stato soltanto un concorso fotografico. È un modo per portare in superficie ciò che normalmente resta nascosto. È un ponte tra chi il mare lo vive da dentro e chi magari non lo conosce ancora abbastanza. È un invito a guardare con più attenzione, con più rispetto, con più curiosità.

Ogni edizione porta con sé nuove immagini, nuovi autori, nuove storie. Alcune foto emozionano per la loro bellezza. Altre colpiscono per la forza del messaggio. Altre ancora ricordano quanto il mare sia vicino a noi, anche quando lo percepiamo come distante.
In fondo, MyShot continua a essere quello che era all’inizio: un gioco serio.
Un gioco nato dall’amicizia, dalla subacquea, dalla fotografia e dalla voglia di condividere. Ma anche un progetto che, nel tempo, ha saputo crescere senza perdere la propria identità.
Oggi guardo a MyShot con gratitudine.
Gratitudine verso chi ha partecipato, verso chi ha creduto nel progetto, verso i fotografi che ogni anno ci affidano le loro immagini, verso la giuria, verso ScubaPortal, Zero Pixel, gli sponsor che negli anni ci hanno accompagnato e tutte le persone che hanno contribuito a farlo diventare quello che è.
E soprattutto gratitudine verso il mare, che continua a regalarci storie da raccontare. MyShot è nato per questo: per dare spazio a quelle storie. E dopo più di vent’anni, forse la cosa più bella è scoprire che abbiamo ancora tantissimo da vedere, da fotografare e da proteggere.
Info su MyShot: https://www.scubaportal.it/myshot-contest/