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Brochure cartacee nell’era digitale

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Mai avrei pensato di lavorare a così tanti company profile e brochure come in questo periodo, quantomeno cartacee. 

Per qualche anno c’è stato il tentativo delle aziende di poter risparmiare sui costi di marketing elaborando solamente presentazioni in formato digitale. Ultimamente però ho la sensazione che ci sia un ritorno al cartaceo perché alla fine ‘qualcosa in mano’ al cliente è sempre meglio lasciare e la brochure -se ben fatta- è sempre un ottimo strumento di marketing.

Nell’ultimo decennio i costi di stampa sono diminuiti, la qualità è migliorata e i tempi di consegna si sono ristretti. Il risultato è che molti clienti sono tornati a produrre brochure cartacee, di qualità superiore ma in quantità decisamente inferiori rispetto al passato. Il motivo è dovuto ancora una volta alla tecnologia digitale che permette di avere nobilitazioni (soft touch, ice, extra, ecc) anche per basse quantità di produzione, non dovendo più ripartire i vecchi costi di impianto imposti dai metodi di stampa tradizionali.

Perché una brochure cartacea nell’era digitale

La brochure cartacea è qualcosa di fisico, da tenere tra le mani. Questo aspetto è importante per la sua realizzazione e va sempre tenuto presente come primo elemento nella scelta del materiale e del format. Ultimamente va di moda l’effetto soft touch che rende quasi vellutata la carta grazie ad una plastificazione opaca tramite una pellicola sottilissima applicata sullo stampato.

L’uso di effetti tattili come il soft touch è molto cresciuto perché agisce su uno dei sensi principali che agisce in positivo sul cervello aumentando la propensione all’acquisto.

La brochure oltre ad essere un ottimo strumento introduttivo per il business-to-customer o B2B è un’ottima scusa per il follow-up. Deve funzionare di pari passo con gli altri strumenti di marketing portando collegamenti tangibili alla propria realtà digitale, indirizzando i clienti sul sito web e su altri tuoi canali on-line.

In genere, le brochure sono (o dovrebbero essere) di facile lettura e navigazione, consentendo a te e al tuo potenziale cliente di rimanere concentrati durante i meeting.

Cosa deve contenere una brochure cartacea?

Tralasciando l’aspetto grafico, che deve essere coordinato all’immagine aziendale, le tre cose principali su cui concentrarsi quando si produce la propria brochure sono offertaincentivoinvito all’azione.

Il modo per svilupparla va definito durante i primi incontri di briefing dai quali devono essere chiari l’immagine aziendale e gli obiettivi che si vogliono raggiungere.

P.T. Barnum diceva: “Non esiste pubblicità negativa”. Cazzate!  La brochure non deve contenere errori e deve essere ben scritta e progettata. È meglio non stampare affatto una brochure che produrne una fatta male.

Elementi critici di una brochure cartacea: le immagini

Se sui testi si può lavorare più o meno bene l’elemento critico delle brochure solitamente sono le immagini. Foto, illustrazioni, icone devono essere di alta qualità estetica, oltre che naturalmente idonei per la stampa.
In mancanza di materiale adatto ci sono almeno 3 soluzioni: utilizzare immagini di stock, produrre immagini professionali o ricorrere alle illustrazioni.

Personalmente consiglio sempre, ove possibile, di utilizzare scatti personalizzati di alta qualità richiedendo il supporto di un fotografo professionista.

Il costo di una brochure cartacea?

Il costo finale dipende naturalmente da quantità, materiali e lavoro necessario. Indicativamente una brochure da 16 pagine può costare circa 800-1.000 euro di elaborazione e 300-400 euro per la stampa di 100-150 copie in formato A4 senza particolari elaborazioni. Il costo copia scende abbattendo il costo fisso di progettazione su più copie stampate.

Il valore principale di una brochure è dato dal tempo speso per pensarla e questo normalmente è anche un’ottima occasione per ripensare alcuni aspetti del proprio lavoro.

 

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